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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Spazio Estate: Innesti Contemporanei. Teatro, arte, danza, performance nel borgo di Squillace

Scritto da on 11 luglio 2017 – 11:44nessun commento

Chi ha il pollice verde sa che un innesto richiede la capacità di attecchimento di una pianta in un’altra così come la compatibilità tra organismi diversi per dare vita ad uno nuovo. Deve essere partito da qui Saverio Tavano, talentuoso regista e drammaturgo, quando ha pensato ad un titolo per un festival che parlasse della nuova scena teatrale italiana portandola in una cittadina in cui il mito e la storia sono difficilmente districabili, nella quale nacque e visse gli ultimi anni della sua vita l’uomo che riuscì ad unire la civiltà dei popoli del nord con quella mediterranea della grecità e della romanità, Cassiodoro.

Nasce così Innesti Contemporanei, il festival di teatro e arti performative ideato da Nastro di Möbius con la direzione artistica di Saverio Tavano, che dal 27 al 30 luglio animerà le principali vie di Squillace (Cz). Tavano, per questa seconda edizione, ha selezionato il meglio delle compagnie sul territorio regionale e nazionale per proporre una narrazione a più voci di un pezzo della nostra storia.

Apre la rassegna Teatro della Maruca con Bollari, di e con Carlo Gallo, narrazione intensa e bollari carlo gallocommovente di una contesa tra due anziani pescatori e delle vicissitudini della Cecella, il più importante peschereccio dello Jonio, negli anni del fascismo fino alle porte della seconda guerra mondiale, recuperando i racconti orali degli anziani. Una storia di mare che si chiude sopra il deserto dei valori di un mondo travolto dal regime e dalla guerra.

Ancora un’altra storia calabrese, quella di Rocco Gatto, è messa in scena da Nino Racco in Opera aperta, che vuole rappresentare il contesto storico, sociale, politico in cui è avvenuto il delitto del mugnaio Rocco Gatto, ucciso dalla mafia a Gioiosa Jonica il 12 marzo 1977, dopo averne denunciato la tracotanza e le sopraffazioni.

Chiude la prima serata di Innesti il Castello di Sancio Panza con Un uomo a metà, diretto da Roberto Icaro-620x350Bonaventura, spettacolo vincitore del Napoli Fringe Festival 2015, che punta sul corpo e la voce di Gianluca Cesale per raccontare la storia di un uomo dominato dalla religione e dalla morale.

La compagnia reggina Scena Nuda porta in teatro Icaro. L’ultimo volo, lo spettacolo diretto da Filippo Gessi e interpretato da Luca Fiorino che segue le orme di un Icaro dei nostri tempi, un uomo qualunque che tenta di volare sopra gli abissi del suo dolore.

Chi è Icaro per Vanni? Che cos’è il volo per questo Icaro moderno? Perché continuamente anela il cielo? Vanni era un uomo. Un uomo che aveva lavoro e pane. Una moglie. Aveva un figlio. Adesso vive nella piazza di un paesino. Vive in un suo labirinto. Il labirinto della sua mente. Il labirinto del suo corpo che non sa dove si trova e dove andare ed è portato continuamente dalle infinite vie senza uscita. Solo guardando in alto può vedere il cielo e sperare di trovarne una. Non ha il tempo per pensare, per riflettere, per ricordare…hi vorrebbe ricordare il dolore? Così Vanni sopravvive, male, ma sopravvive in un turbinio di immagini, di visioni, di voci che si susseguono senza soluzione di continuità, senza residui tra l’una e l’altra. Il suo corpo agisce in questo labirinto portato senza volontà come una piuma portata dal vento. Il vento, il cielo. Questo vuole diventare, per non essere più uomo, per cambiare questa carne e farla più leggera dell’aria. (Filippo Gessi)

Al festival arriva anche il pluripremiato duo Timpano/Frosini che da tempo porta sul palcoscenico il loro personale sguardo sugli ultimi due secoli di storia italica.  Dopo Acqua di Colonia, Aldo morto, Ciao bella, Risorgimento pop, Daniele Timpano ed Elvira Frosini ripropongono  Dux in scatola,  monologo che racconta in prima persona le rocambolesche vicende del corpo del duce, che si risolve in un corpo a corpo con un passato ancora non del tutto metabolizzato, come le cronache quotidiane insegnano.

mari_1_caspanelloProtagonisti della terza giornata sono la compagnia Retablo e Tino Caspanello. Doppio legame lo spettacolo di Maria Piera Regoli e Turi Zinna è  costruito attraverso i verbali del maxiprocesso alla mafia istruito nel 1986 da Giovanni Falcone. La storia tragicomica di Enzuccio, piccolo, brutto e cattivo, pentito privo di credibilità, un ominicchio che, per aiutare il fratello a pagare i debiti di un commercio di acciughe andato male,  rapina il bar della sorella di un mafioso infilandosi in una spirale inarrestabile di conseguenze senza vie di fuga, è una testimonianza luminosa della condizione umana.

Tino Caspanello, messinese, drammaturgo, attore, regista talentuoso e applauditissimo  sulle scene da Parigi ad Honk Hong, porta a Squilace Mari, tredici anni di repliche in Italia e all’estero, premio speciale della giuria al Premio Riccione 2003 e Associazione Nazionale dei Critici nel 2008. Poche battute che si ripetono quasi ossessivamente in una spiaggia in cui sembra non succedere nulla e invece accade tutto tra un uomo e una donna il cui legame è logorato dalla miseria e dalla quotidianità ma ancora capace di svelare perle luminose.

L’ultima giornata di Innesti Contemporanei vede tra i protagonisti Scena Verticale con lo spettacolo Và pensiero che io ancora ti copro le spalle, diretto e interpretato da Dario De Luca accompagnato, alle tastiere, da Paolo Chiaia. Il fortunato progetto musicale di Giuseppe Vincenzi rinasce oggi remixato grazie a Dario De Luca, una delle anime della pluripremiata compagnia castrovillarese. Un omino entra in scena raccontando i propri fallimenti. Senza volerlo, parlando e cantando, con le sue cronache così profondamente e tragicamente comiche, inventa una morale, che evidenzia bisogni e desideri di una società oramai in mutande.

Chiude la quattro giorni Angelo Colosimo con Bestie rare, vincitore del progetto Drammaturgie teatro colosimo bestie rareNascoste del Teatro Valle di Roma, storia di un bambino che si trova catapultato in una situazione paradossale e di un piccolo paesello della Calabria che si rivelerà cinico e spietato. Dietro ci sono   soprusi, stupri e storie di pedofilia consumate da un prete, uomo apparentemente virtuoso e rispettato dalla comunità, che adesca bambini per i suoi giochi viziosi. Come in una tragedia greca la Hybris scatenerà Nemesi, la vendetta.

Il cartellone include ben quattro laboratori intensivi: Richiami, un workshop sul corpo e la danza condotto da Lara Russo, Cantiere sensoriale, un laboratorio sulla ricerca dei sensi di un luogo specifico (in questo caso il Castello e il borgo di Squillace) diretto da Emi Bianchi, uno sul metodo Linklater condotto da Maria Grazia Bisurgi e un laboratorio per ragazzi diretto da Francesco Votano. Dedicato ai ragazzi anche lo spettacolo Il Pifferaio magico di TeatroP, in scena domenica 30 alle 19.00. La famosa storia della città di Hamelin viene narrata intervallando il racconto con le spettacolari immagini di sabbia di Greta Belometti e le musiche inedite di un maestro della ricerca musicale contemporanea, Fabio Tropea.

danza corpoE poichè il Festival vuole diventare un luogo ideale per gli artisti, una sorta di residenza creativa in un autentico teatro a cielo aperto, Innesti ospiterà istallazioni site specific. Nel suggestivo spazio della piccola Chiesa di Santa Maria della Pietà, chiesa gotica risalente al XIII secolo, verrà ideata l’installazione di arte visiva a cura di Silvia Pujia e Maria Teresa Zingarello, mentre al Castello nel pomeriggio è possibile assistere alle performance sonore di Alessandro Rizzo e Mario Lino Stancati di Studiolo Laps. In programma anche un incontro sulla drammaturgia del Sud e la mostra Skené, che vede l’esposizione delle foto di scena di Angelo Maggio.

 

Info su www.nastrodimobius.it | innesticontemporanei@gmail.com