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Teatro: parte Progetto More atto secondo

Scritto da on 17 febbraio 2014 – 15:32nessun commento

Prosegue dal 28 febbraio la stagione di More, il progetto curato da Scena Verticale al Morelli di Cosenza, che continua a proporre uno spaccato sopratutto del teatro made in Calabria, alla ricerca di nuovi codici capaci di interpretare ed esprimere una realtà sempre più sfaccettata e alla ricerca di senso.

Ad inaugurare la rassegna sarà Saverio La Ruina che porta sulla scena ancora una volta La Borto,  Premio Ubu e Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010, spettacolo che ha riscosso unanime apprezzamento di pubblico e critica dopo aver calcato le scene dei teatri di tutto il mondo. Indimenticabile ritratto di una donna come tante, in un paese come tanti dell’entroterra calabrese, e del suo cammino di libertà in una  società chiusa e claustrofobica.

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La staffetta passa poi a Nessun’altra mai con cui il regista messinese Vincenzo Tripodo parte dal testo di Serena Dandini, Ferite a morte, per offrire allo spettatore una manciata di storie di ‘ordinaria’ violenza quotidiana, uno spaccato sui diversi modi di intendere l’essere donna, di viverne la bellezza e le contraddizioni (14 marzo).

 

La mafia è al centro della drammaturgia di Ernesto Orrico e Rosario Mastrota che, in Panenostro, attraverso la quotidianità di un fornaio emigrato al nord, illuminano la forza pervasiva del credo mafioso che, come il pane, lievita e pervade le vite di milioni di persone in ogni angolo del mondo (28 marzo) e di Camilla Cuparo  che, in Uccidete le madri, interpretato dal bravo Luigi Iacuzio, ne esplora le radici profonde (ne  abbiamo parlato qui http://www.linkingcalabria.it/teatro/quinto-appuntamento-al-teatro-del-grillo-con-uccidete-le-madri-di-camilla-cuparo/) (11 aprile).

 

francescolellaChiamatemi per nome, tratto da Lo spazio bianco di Valeria Parrella, con Anna Calarco e la regia di Gaetano Tramontana (7 marzo) e Zigulì (21 marzo),  premiato nel 2010 con l’Ubu, ispirato a Zigulì. La mia vita dolceamara con un figlio disabile di Massimiliano Verga, con Francesco Colella, indagano, invece, il complesso rapporto genitoriale, analizzato attraverso la difficile appropriazione della propria maternità nel testo della Parrella e l’impasto di solitudine, sofferenza ed impotenza che pervade i genitori di un figlio con gravi disabilità, al centro del libro di Verga.

 

Il prossimo 4 aprile torna sul palco il duo Dario De Luca – Giuseppe Vincenzi per presentare Và pensiero che io ancora ti copro le spalle, ritratto in parole e musica di <<una società oramai in mutande e oltretutto sporche. ….di un paese fondato sul reality, di individui che hanno rapporti virtuali, avatar superiori a loro stessi che li rappresentano non solo nel mondo online ma anche nella vita reale>>.

 

madrigaleLA chiudere il cartellone il 18 aprile è Madrigale, una proposta del Teatro del Carro di Badolato che vede in scena Anna Maria De Luca che, con la complicità della danza di Elena Santise e delle musiche di Mimmo Audino, Giuseppe e Attilio Gualtieri, si affida al Madrigale siciliano di Emilio Argiroffi e alle poesie di Saffo, Nosside, Garcia Lorca, Alvaro, per esplorare il prezioso tessuto di una lingua come quella calabrese, innervata da idiomi diversi,  e di una parola che è <<parola attiva trasmessa come testimonianza del popolo, come materia viva, pulsante….>>.

 

La parola, questa volta cantata, fa da fil rouge all’intero cartellone. Ospiti: Peppe Voltarelli, con il suo nuovospettacolo, Il monumento, Black Flowers Cafè e Flavia Lisotti, voci giovani dell’universo indie, il melting pot musicale di Cataldo Perri e lo Squintetto e le contaminazioni jazz- funk – pop di quattro cantanti messinesi, Glorius.

 

 

http://www.progettomore.it