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Teresa, storia di una donna di ‘ndrangheta, al Teatro di Badolato

Scritto da on 28 novembre 2014 – 09:00nessun commento

Ha debuttato in forma di studio lo scorso 4 settembre al Festival Cantiere di Lavoro Teatrale di Cagliari e sabato 29 novembre 2014 (ore 21.15) arriva al suo primo appuntamento calabrese al Teatro Comunale di Badolato, all’interno della Residenza Teatrale MigraMenti. E’ Teresa. Un pranzo di ‘famiglia’ , lo spettacolo teatrale scritto da Francesca Chirico e interpretato da Anna Maria De Luca, con la regia di Luca Maria Michienzi.

 

Teresa Un pranzo di famiglia_ Anna Maria De Luca (ph. M.A.Pani)Protagonista dello spettacolo è Teresa, donna di ‘ndrangheta. Donne custodi delle tradizioni e dei codici della ‘famiglia’, pronte a guidarla quando gli uomini sono in galera, a crescere figli sani e forti, capaci di prendere il posto dei padri all’interno del clan, di imbracciare le armi, di sparare, di fare affari in Colombia o ad Amsterdam, di entrare nei gangli del potere, di portare in giro per il mondo il brand di famiglia.

 

Donne che non parlano: a che serve quando devi chinare la testa e obbedire, senza porti domande? Teresa sposa un uomo del clan senza amarlo, ogni giorno apparecchia la tavola anche per il marito che non c’è più e per il figlio in carcere, spinge la famiglia alla vendetta. Finché un giorno, Angela, la figlia, decide di collaborare con la giustizia, rompendo la catena che li confina tutte nella stessa gabbia, mettendo Teresa di fronte a se stessa e alle sue scelte.

 

Angela sceglie di prendere la parola e il suo posto nel mondo in una terra francesca chirico_1115650380791240969_nperennemente in cerca di voce e parole”. Gesto di rivolta carico di senso di cui Teresa dovrà farsi carico.

Un testo difficile –dice Anna Maria De Luca- perché non è semplice entrare nella testa di un personaggio come quello di Teresa. A volte leggiamo di tante persone che appartengono ai clan, ce li immaginiamo lontani da noi. Poi invece scopriamo che magari sono vicini di casa, che hanno una vita normale. E’ il pensiero diverso, la forza che li tiene insieme e che è difficile da sradicare.

 

Franco Marzocchi (dal quale è partita l’idea) mi ha chiesto di scrivere questo testo per Anna Maria De Luca –prosegue Francesca Chirico autrice di diversi reportage e di due libri di cui molto si è discusso, Arrovescio (Rubbettino) e Io parlo. Donne ribelli in terra di ‘ndrangheta (Castelvecchi)- su un tema di cui mi interesso da anni, quello del rapporto tra donne e ‘ndrangheta. Questa però è la prima volta che lo faccio per il teatro. Questa volta, rispetto alle donne di cui ho scritto nelle mie inchieste, ho avuto voglia di raccontare l’altra parte. Non quella delle donne che si ribellano, che sono diventate testimoni di giustizia, che hanno fatto una scelta di libertà, ma delle donne che restano in casa, che hanno introiettato quei valori mafiosi fino a diventarne depositarie, a gestire un potere enorme, sia sul piano simbolico che concreto. Teresa è una di queste. E ti fa comprendere quanto dolore e fatiche devono affrontare le altre, quelle che vogliono ribellarsi a quel mondo.

 

Un personaggio, Teresa, fuori dalle convenzioni e dai luoghi comuni, pieno di sfumature, rabbiosa e furente come una Menade vendicatrice, lacerata dalla scelta della figlia. Una sfida per due donne che con i rispettivi sguardi, dalle tavole di un palcoscenico, l’una, dalle colonne di un giornale, l’altra, hanno raccontato la Calabria mille volte ma forse mai così dall’interno, dalla pancia della balena.