Primo Piano »

Antonio Ligabue, la tragedia, la visione. Una mostra al Museo del Presente a Rende

5 gennaio 2018 – 11:08 |

Chi non conosce il suo volto scavato, dominato da quegli occhi enormi, che ti osservano da distanze insondabili, immortalato in decine di autoritratti. Chi non conosce la sua vita, che sembra una tragedia greca, un padre mai conosciuto, una madre …

Leggi tutto »
Home » Libri, Teatro

Và pensiero, risorge il teatro-canzone con Dario De Luca e Giuseppe Vincenzi

Scritto da on 3 aprile 2014 – 08:36nessun commento

Venerdì 4 aprile 2014 ore 21 sul palco del Teatro Morelli di Cosenza, va in scena per Progetto More  Và pensiero che io ancora ti copro le spalle, atto unico in 6 quadri e canzoni di Giuseppe Vincenzi, remixato, interpretato e diretto da Dario De Luca, fondatore con Saverio La Ruina di Scena Verticale, autore di spettacoli come  Kitsch Hamlet, de-viados, Hardore di Otello, Elettra, U Tingiutu. Un Aiace in Calabria.

DARIO DE LUCAProtagonista un uomo come tanti, alle prese con i suoi fallimenti e con quelli di un’intera società, semplice comparsa di un universo a lui perfettamente estraneo, che ha spostato emozioni, relazioni, punti di vista nel mondo parallelo dell’online.

 

Dopo Morir sì giovane e in andropausa, andato in scena nel 2012, vincitore del Premio Roma RipArte 2013,  Và pensiero è il secondo atto della Trilogia del Fallimento, che verrà completata nel 2015 da Parmi veder le lacrime ma è solo un coccodrillo, con la quale il duo Vincenzi/De Luca  intende riproporre un genere, il  teatro – canzone, lanciato negli anni Settanta da Sandro Luperini e Giorgio Gaber e che avrà in quest’ultimo il suo interprete più geniale.  Uno stile inimitabile, che ha segnato un’epoca.

 

Sulla cui scia si pongono –compito ardito, che fà tremare i polsi-  i tre atti della  Trilogia del Fallimento,  con i suoi monologhi apparentemente leggeri e ironici, che affrontano questioni di forte impatto sociale e politico con stile graffiante e beffardo, surreale e sarcastico,  sorretti dalla musica e dal dialogo con il pubblico.

Morir sì giovane - Dario De Luca 3Va pensiero foto Angelo Maggio  P1170508

Progetto di teatro politico, che parla di noi e dei nostri tempi bui, di ordinaria precarietà, di illusioni e disillusioni, di una società gerontocratica in cui i giovani sono sempre più invisibili, interrogandosi sui grandi temi su cui si interroga tutto il pianeta, ma dal punto di vista ‘privilegiato’ di chi sta alla periferia dell’impero.

 

Scrive Dario De Luca nella Presentazione allo spettacolo

Ci piace l’idea di poter stare sul palco con la solita urgenza che contraddistingue il teatro di Scena Verticale, usando, per la prima volta, lo strumento canzone, un po’ di leggerezza e di sana e feroce (auto)ironia, insieme alla musica che, come ha detto qualcuno: “mescola sonorità originali funky, swing, jazz, rythm n’blues, rock n’roll”.

 

E un po’ del nostro caro vecchio melodramma, aggiungiamo noi, visto che i titoli dei tre spettacoli si ispirano a tre grandi arie tratte dalla Traviata, dal Nabucco e dal Rigoletto, firmate da Giuseppe Verdi, uno che di animo umano, di crisi sociale e di trasformazione degli orizzonti ideologici se ne intendeva, eccome.

 

E allora Va’ pensiero, sull’ali dorate  della comicità, anarchica e fedele a se stessa nella “crudeltà con cui tocca i punti nevralgici del vivere quotidiano, (nel) cinismo nel mostrarli senza abbellimenti e pietà” guardando con amarezza e disincanto a “questa società dei sorrisi dove, al contrario, ben poco c’è da ridere”. (Dario De Luca, Prefazione a Giuseppe Vincenzi, Va pensiero, che io ti copro le spalle, edizioni 2a, 2011).