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Vincenzo Pirrotta a PdT 2mila11 con Sacre-Stie

Scritto da on 30 maggio 2011 – 16:12nessun commento

Primavera dei Teatri ospita  il 1 giugno 2011 Sacre-Stie il nuovo spettacolo scritto e diretto dal giovane attore e regista Vincenzo Pirrotta.

 

Pirrotta si forma nella scuola di Mimmo Cuticchio, uno dei rappresentanti più alti della famiglia di pupari siciliani e, dopo il diploma all’Istituto Nazionale del Dramma Antico, inizia a calcare la scena nel 1990 al  Teatro greco di Siracusa.

Lo straordinario talento lo fa conoscere e lo accredita ben presto nel Gotha del teatro italiano, valendogli alcune collaborazioni con nomi prestigiosi come, tra gli altri, Roberto De Simone, Mario Martone e Gabriele Lavia.

I suoi spettacoli teatrali sono rappresentati nei teatri e nei festivals di tutta Europa (Francia, Belgio, Spagna, Grecia, Germania, Portogallo, Malta, Inghilterra, Montenegro) fruttandogli numerosi riconoscimenti, tra cui il premio dell’associazione nazionale dei critici di teatro come miglior spettacolo per ‘U Ciclopu di Euripide nella traduzione di Pirandello, il Golden Graal come miglior regista della stagione 2005-2006, l’ingresso in finale ai premi E.T.I. come migliore spettacolo d’innovazione, ed ai premi U.B.U. 2006 come migliore regia.

Dopo aver raccontato le città di Palermo e Napoli con Peppe Lanzetta in Malaluna (premio E.T.I. olimpici del teatro 2004), essersi addentrato nel mito con ‘U Ciclopu, nel ventre della malavita con La ballata delle balate, affrontato la tragedia greca con Le Eumenidi, Pirrotta si cimenta con un tema estremamente attuale quanto difficile ed atroce, che farebbe tremare i polsi a qualsiasi attore consumato, quello della pedofilia nella Chiesa.

Lo spettacolo Sacre-Site ha, da meno di un anno, debuttato nell’ambito del Palermo Film Festival destando scalpore e facendo subito parlare di se’.

Definito da Il Manifesto “esplosivo”, Sacre-Stie costituisce una forte condanna contro chi si fa promotore di valori etici e che, nell’apparente indifferenza del contesto sociale, porta avanti praticamente da sempre, crimini a sfondo sessuale a danno di minori.

Sulla scena è rappresenta la riscossa di un uomo che da seminarista ha subito violenze e che coltiva con pazienza l’occasione per  la sua vendetta, che finalmente giunge.

Il corpo a corpo tra il prete ed il cardinale, autore delle violenze, è drammatico e violento.

Il cardinale, legato ad una sedia, viene costretto a rievocare il passato senza possibilità di scampo o di salvezza.

Sacre-Stie è la denuncia forte, cruda di un uomo profondamente segnato dalla violenza altrui che a sua volta agisce con la stessa ferocia nei confronti del suo carnefice.

Ma è anche l’ennesima riprova della ‘banalità del male’, secondo la felice intuizione della filosofa Hanna Arendt, e di come solo la parola possa riuscire a squarciare il velo di omertà e di silenzio –che quel male contribuisce ad alimentare – riscattando un’umanità di sommersi e di salvati.