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Le feste popolari Calabresi chiedono la tutela dell’UNESCO

Scritto da on 20 novembre 2010 – 03:18nessun commento

Presentato a  Cosenza venerdì 26 novembre 2010 il progetto su “La Calabria verso l’UNESCO. La Varia di Palmi nella Rete Italiana delle Grandi Macchine a spalla”a cura della Soprintendenza BAAC.

La Festa della Varia è una manifestazione religiosa che trova le sue origini sul finire del 1500 quando con lo scopo di avvicinarsi a Dio venivano costruite in molti paesi dell’Italia meridionale grandi macchine trasportate a spalla.

La Varia di Palmi è un carro sacro costruito su una base di legno di quercia, chiamato “Ccippu”, di forma conica irregolare, che rappresenta l’Assunzione della Vergine Maria. La gigantesca macchina viene trainata a spalla da 200 giovani, detti “mbuttaturi”, scelti tra gli appartenenti alle cinque corporazioni dei tradizionali mestieri della città (contadini, carrettieri, bovari, artigiani e marinai).

Tra le macchine a spalla italiane la Varia di Palmi è l’unica con persone nei ruoli di figuranti: i 12 apostoli; gli angioletti, bambine di età compresa tra i sette e gli undici anni e in alto un giovane che rappresenta il Padreterno. In cima una bambina detta “Animella” (di età compresa tra i dieci e i dodici anni, scelta con votazione popolare), che rappresenta la Vergine Assunta in Cielo.

Nel corso dell’incontro è stato  presentato il progetto della Rete Italiana delle Grandi Macchine a spalla, promosso e coordinato da Patrizia Nardi, dell’Università di Messina, che intende promuovere  l’iscrizione della Varia di Palmi, dei Gigli di Nola, dei Candelieri di Sassari e della Macchina di Santa Rosa di Viterbo, manifestazioni di grande e antica tradizione accomunate dall’uso di scenografiche ‘macchine’ da festa e dal trasporto a spalla degli imponenti apparati,  nelle liste UNESCO del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Il Patrimonio Culturale Immateriale comprende le manifestazioni dell’agire umano appartenenti alle comunità e ai territori di cui rappresenta il fattore identitario.

Ne fanno parte i dialetti, le lingue delle minoranze, le forme teatrali popolari, i canti e le danze, i saperi legati ai cicli agrari e calendariali e appunto le feste, i riti e le cerimonie.

L’UNESCO con la Convenzione Internazionale per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, promulgata a Parigi nel 2003 e ratificata dall’Italia nel 2007,

promuove le azioni di tutela, protezione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale per garantirne la trasmissione della memoria storica e culturale.