Primo Piano »

Andrea Cefaly jr alla scuola di Casorati in mostra a Catanzaro

30 ottobre 2017 – 10:59 |

E’ una mattina tersa e luminosa inusuale per l’inverno torinese quella in cui si incontrano per la prima volta il pittore affermato, amico di Casella e Gobetti, e il giovane arrivato dalla Calabria che ha fatto dell’arte il suo unico …

Leggi tutto »
Home » Oltreconfine, Video

Crac a The Others Art Fair con Quiet Ensamble

Scritto da on 30 ottobre 2017 – 11:36nessun commento

CRAC-Centro di ricerca per le arti contemporanee, progetto interamente calabrese che unisce ricerca, creazione, sperimentazione e sostegno ai giovani artisti, si presenta per la prima fuori dai confini regionale. Dal 2 al 5 novembre 2017 sarà infatti a Torino a The Others Art Fair, nella sezione dedicata ai progetti site specific. In questa occasione, presenta Orienta- memorie di 11 formiche, lavoro del duo artistico Quiet ensemble.

orienta quiet ensambleL’intervento dei Quiet ensemble si struttura nello spazio includendo lo spettatore all’interno di una visione in costruzione.

Le tracce visive e sonore del passaggio di undici formiche disegnano l’intera superficie della stanza,  ridefinendone le coordinate spaziali e temporali, rendendo il pubblico testimone della variabilità di ogni singola scelta, dei cambi di direzione, dei ripensamenti.

Quiet Ensemble sono al secolo Fabio Di Salvo, che si dedica  da tempo alla sperimentazione e l’ideazione di opere video interattive, utilizzando moderni software di manipolazione audiovideo e Bernardo Vercelli, scenografo teatrale e light designer che si muove tra Norvegia e Danimarca. Insieme sperimentano la contaminazione tra modalità espressive differenti  osservando il rapporto tra tecnologia e natura, l’equilibrio tra casualità e controllo, dando vita a soggetti composti dal perfetto connubio degli elementi , spostando l’attenzione su aspetti insignificanti e meravigliosi, come il movimento di una mosca o il suono degli alberi.

Ogni nostra azione resta, origine di un incontrollabile rete di conseguenze che modellano il mondo. Quello che mi ricordo dall’infanzia ad ora sono una miriade di immagini sfocate, memorie opacizzate di esperienze e percorsi che non potrei mai ricostruire o raccontare. Orienta desidera porre l’attenzione sul tracciato vitale che ogni essere compie durante il suo tempo sulla terra: sui nostri percorsi, le nostre scelte, i momenti di fronte ad un bivio, la decisione di tornare indietro, di ripercorrere gli stessi passi, di proseguire insieme o da soli, di fermarci per cinque minuti o per un giorno intero, sulla casualita’ di un incontro o una separazione. Sono passato cosi’ tante volte su questa strada che ora ho deciso di perdermi. Immagino che mi verrebbe da sorridere se alla fine della mia vita vedessi il mio percorso disegnato sul mondo.